Acquisto auto, in arrivo i nuovi incentivi

Entro febbraio, è atteso il via libera e l’effettiva attuazione del decreto riguardante i recenti incentivi per l’acquisto di veicoli. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy suggerisce di stanziare complessivamente 930 milioni di euro per gli incentivi, che potrebbero raggiungere fino a 13.750 euro per ogni individuo, con l’obiettivo di rinnovare il parco auto italiano, tra i più anziani in Europa in termini di anni accumulati.

Il funzionamento del nuovo ecobonus sarà caratterizzato da diverse componenti. Innanzitutto, è confermato che saranno previsti importi maggiorati per coloro che rientrano in fasce di reddito medio-basso, con un bonus aggiuntivo del 25% per coloro con un Isee inferiore ai 30mila euro. Inoltre, si sta valutando l’opzione di incentivare specificamente l’acquisto di veicoli italiani.

D’altra parte, gli incentivi varieranno in base alla classe dell’auto che viene rottamata, con l’esclusione di quelle considerate più inquinanti. Ciò significa che il contributo finanziario potrebbe aumentare o diminuire a seconda del tipo di veicolo sostituito, incoraggiando in tal modo il passaggio a modelli più ecologici e sostenibili.

All’interno del provvedimento, è prevista l’implementazione del raddoppio del contributo per i taxi che hanno ottenuto successo nel concorso straordinario per l’ottenimento, a titolo oneroso, di nuove licenze, così come per i soggetti autorizzati a esercitare il servizio di noleggio con conducente. Tale aumento del bonus sarà esteso anche ai precedenti detentori di licenze taxi o agli operatori autorizzati per il servizio NCC che opteranno per la sostituzione del proprio veicolo di servizio, in ottemperanza a quanto stabilito dal Decreto Legislativo Asset.

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Consumatori, Polliotto (Unc): “Ecco il decalogo per saldi sicuri”

La Presidente del Comitato Regionale del Piemonte mette in guardia dai possibili rischi connessi all’apertura delle vendite straordinarie.

Come ogni anno tornano i saldi. “Come Unc Piemonte offriamo consuetudinalmente un vademecum corretto e sempre aggiornato per garantire l’aggiudicazione delle offerte migliori presenti sul mercato in tutta sicurezza”. Lo rende noto Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.

Prodotti difettosi: non valgono più i 2 mesi. Conservate sempre lo scontrino (anche se non è obbligatorio averlo per esercitare la garanzia, basta la prova dell’acquisto). Non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare. Valgono le regole di sempre. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Dal 1° gennaio 2022, grazie all’entrata in vigore del D. Lgs. 170/2021, in attuazione della Direttiva UE 2019/771, non è più necessario denunciare il difetto al venditore entro 2 mesi dalla sua scoperta (erano 2 mesi, non 7 o 8 giorni), anche se prima lo fate meglio è. L’azione per far valere i propri diritti, comunque, si prescrive in 26 mesi dalla consegna del bene. In caso di difetto di conformità del bene, avete diritto alla sua riparazione o alla sostituzione del bene.

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In Piemonte è pioggia di pignoramenti «I nostri sportelli sono presi d’assalto»

Anno nuovo, pignoramenti vecchi. I piemontesi non hanno fatto in tempo a stappare lo champagne che subito arriva una grana. A rivelarlo è l’Unc, Unione nazionale consumatori. «Con l’inizio del 2024 si sta assistendo a una pioggia di cartelle esattoriali con pignoramenti a raffica presso terzi e sui conti correnti», dichiara l’avvocato Patrizia Polliotto, presidente del Comitato regionale del Piemonte dell’Unione nazionale consumatori, la più antica associazione consumeristica italiana. «Con la ripresa delle attività a fine festività, nelle prime due settimane del 2024 i nostri sportelli sono stati letteralmente presi d’assalto da cittadini e titolari di piccole e medie imprese alle prese con problemi con il Fisco», dichiara il legale torinese. «Il fenomeno pare essersi acuito – prosegue l’analisi dell’avvocato Polliotto – dalla scadenza dell’ultima rata 2023 della rottamazione, fissata al 18 dicembre scorso, in coincidenza con il saldo Imu e altri tributi che rendono impossibile stare al passo con l’erario». In pratica una situazione insostenibile, che in una fase segnata da perdita di potere d’acquisto, inflazione e caro-vita «rischia di mettere faccia a terra decine di migliaia di piemontesi». Patrizia Polliotto, infine, mette in evidenza «un aspetto ancora più grave: il fatto che gli avvisi di riscossione coatta sono stati notificati anche a chi ha in corso azioni legali con l’Agenzia delle Entrate, a chi ha fatto istanza di sospensione e a quanti, in corso di giudizio, hanno persino ottenuto in primo grado pronunce favorevoli nei confronti dell’Ente»

Mercato libero energia Ecco ora cosa cambia nelle bollette di Torino

Il passaggio dal mercato tutelato a quello libero per le bollette del gas è avvenuto il 10 gennaio tra dubbi e paure da parte dei cittadini italiani
e torinesi. Slitta al primo luglio invece il medesimo passaggio inerente le bollette della luce. Per cercare di fare un po’ di chiarezza, la società Iren, partecipata per il
18% dal Comune di Torino, è stata convocata a Palazzo Civico e durante la commissione è emerso che i torinesi a regime tutelato Iren sono
circa 100mila: circa la metà dei quali sono soggetti “vul – nerabili” e potranno quindi mantenere il loro operatore (mercato tutelato). In questa
categoria rientrano gli over 75, i beneficiari di bonus sociale, i tutelati dalla Legge 104 e chi è colpito da disagio fisico. Per gli altri 50mila
torinesi invece è d’obbligo il passaggio al mercato libero.
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Arriva il mercato libero dell’energia: «Ma le bollette saranno esplosive»

Il passaggio al mercato libero dell’energia è vantaggioso per le aziende ma ci sono dubbi sul costo delle bollette per i consumatori che, secondo le stime fatte dalle associazioni dei consumatori aumenteranno vertiginosamente. Per l’avvocato Patrizia Polliotto, presidente del Comitato regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc): «Nel primo semestre del 2024 i torinesi sborseranno circa 700 euro in più a famiglia per pagare le utenze di luce e gas».

Scetticismo anche sul passaggio dal mercato tutelato a quello libero: «La cosa primaria nonché più importante da fare in questo momento è che i consumatori verifichino con attenzione la bontà delle offerte presenti sul mercato libero, stante la rivoluzione in atto. Ma ancor prima consiglio loro di controllare preliminarmente se rientrano nelle cosiddette categorie protette, ovvero in quei casi previsti dalle normative che per reddito, per età, per particolari fragilità possono godere di tariffe agevolate. Grande attenzione alle tariffe, dunque, e alla serietà delle aziende che offrono questi servizi essenziali».

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