Energia, Patrizia Polliotto (Unc): “Consumatori, le regole per cambiare fornitore”

Via libera al mercato libero: la Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori eroga consigli pratici utili onde evitare spiacevoli sorprese.
“Il mercato dell’energia è un settore in continuo cambiamento. E, al di là delle modifiche legislative in atto, è sempre bene tenare a mente poche ma utilissime regole per cercare di destreggiarsi al meglio nella mobilità da un’offerta all’altra”. Lo rende noto Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.

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Unc, carrelli della spesa sempre più vuoti, -4% di acquisti

Carrelli della spesa sempre più vuoti per i piemontesi.

Lo rivela un’analisi condotta dall’avvocato Patrizia Polliotto, presidente del comitato regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc).
“L’inflazione ha ridotto i bilanci delle famiglie: pur spendendo circa in media 3% in più in valore, si porta a casa quasi il 4% in meno in termini di volumi di beni acquistati”.
Lo scenario “peggiora ulteriormente, se si fanno i conti sul piano del consumo di alimenti e bevande di prima necessità: con gli scontrini in crescita di quasi il 6% nella spesa rispetto al 2023, a fronte di un 3,8% in meno di prodotti pur spendendo il 5,8% in più, le famiglie hanno portato a tavola il 3,9% di cibo e bevande in meno rispetto all’anno scorso”, osserva il legale.
“Se, da un lato, a farne le spese sono soprattutto i negozi di vicinato e i piccoli negozi, impossibilitati a reggere la concorrenza all’ultimo ribasso da parte della grande distribuzione – chiosa Patrizia Polliotto – dall’altro resta il fatto che i consumatori, per cercare di gestire l’aumento dei prezzi, hanno rinunciato in misura maggiore ai beni diversi dai commestibili: la spesa non alimentare è cresciuta in valore di circa lo 0,5% ma diminuita in volume del 3,5%”.

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Fisco, arriva il Modello 730 semplificato: ecco come funziona

Lavoratori dipendenti e pensionati potranno dire definitivamente addio al Modello 730 precompilato. A fare il punto della situazione è la relazione illustrativa all’articolo 1 del Decreto sugli Adempimenti Tributari.

La novità si inserisce nel progetto di creare un nuovo rapporto tra i contribuenti ed il fisco, che dovrebbe permettere ai cittadini di tenere fede agli adempimenti dichiarativi in modo più snello. Per farlo viene messa a disposizione la dichiarazione semplificata.

Per il momento siamo davanti esclusivamente ad un esperimento, che in un primo momento coinvolge unicamente pensionati e lavoratori dipendenti, ma che nel corso del tempo dovrebbe coinvolgere anche altre categorie.

Il Modello 730 precompilato, in estrema sintesi, verrà abolito e sarà sostituito da un altro modello dichiarativo, che si appoggia direttamente sulle sezioni già compilate del modello dichiarativo. I dati inseriti si basano sulle informazioni che risultano essere già in possesso dell’Agenzia delle Entrate.ù

Questi dati e queste informazioni vengono inserite direttamente all’interno della nuova Dichiarazione dei redditi semplificata 2024. Al contribuente viene chiesto esclusivamente di confermare o meno i dati ed i numeri che sono stati inseriti. Nel caso in cui dovessero essere errati o non conformi è possibile modificarli grazie ad un iter guidato e che, almeno sulla carta, dovrebbe essere semplificato.

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Bonus acqua potabile, ecco come accedervi

Il Bonus acqua potabile è stato confermato anche nel 2024 e mancano pochi giorni alla scadenza per inoltrare la domanda. I contribuenti hanno tempo fino al 28 febbraio per fare richiesta, che garantisce un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute nel 2023 per comprare e installare i sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento o addizione di anidride carbonica all’acqua del rubinetto.

La misura vede tuttavia un taglio dei fondi, dimezzati e passati dal milione del 2023 ai 500mila euro di quest’anno. Si tratta dell’ultima “edizione” della misura, visto che non è stato confermato dall’ultima Manovra.

L’incentivo statale è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2021 del Governo Draghi con l’obiettivo di promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto, evitando in questo modo di aumentare l’inquinamento da plastica acquistando bottiglie e contenitori che poi diventano rifiuti.

Il credito d’imposta riguarda le spese sostenute, come recita la dicitura ufficiale del bonus, “per l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare, finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti”. Il bonus può essere richiesto per la fornitura idrica sia nelle abitazioni civili sia negli immobili adibiti ad attività commerciali o istituzionali. Nel dettaglio, la Manovra 2021 specifica che la domanda può essere inoltrata da: persone fisiche;soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni; enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

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Certificazione unica 2024: quest’anno riguarda anche chi opera in regime forfettario

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Attraverso il Provvedimento n. 825/2024, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il Modello della Certificazione Unica 2024. Rese note anche le istruzioni per la sua compilazione e la deadline entro la quale deve essere consegnato ai recipienti: il 18 marzo 2024. Il termine consueto – ossia il 16 marzo – capita di sabato, quindi è slittato di due giorni.

Dal Modello della Certificazione Unica 2024 si intravede come è costituito il documento, che avrà il consueto frontespizio per la trasmissione del trattamento. La CU 2024 dovrà contenere i dati anagrafici del soggetto obbligato alla comunicazione delle certificazioni e del soggetto che si è preso l’incarico per effettuare la comunicazione.

Vi sarà, inoltre, il Quadro CT, nel quale dovranno essere indicati – solo e soltanto nei casi previsti – la sede telematica presso la quale saranno inviati il flusso che contiene i risultati finali delle Dichiarazioni 730, ossia il Modello 730-4 ed il Modello 730-4 integrativo.

Sono state contestualmente approvate le istruzioni per la sua compilazione ed è stata definita la deadline per la consegna ai lavoratori: il 18 marzo 2024.

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Recupero vuoti contributivi pensionistici, nel 2024 è possibile

Torna da gennaio la pace contributiva, la misura che consente a una certa fascia di lavoratori di riscattare fino a 5 anni di mancati versamenti, utili al calcolo della pensione. Il provvedimento, già sperimentato nel triennio 2019-2021 e inserito nella legge di Bilancio 2024, riguarderà soltanto coloro che hanno iniziato a lavorare nel 1996, i cosiddetti “contributivi puri”, mentre esclude chi ricade nel sistema retributivo e nel misto.

L’obiettivo è quello di consentire ai giovani occupati con carriere precarie e discontinue di ricevere in futuro un assegno un po’ meno povero, pagando al minimo gli anni scoperti del proprio montante contributivo ai fini pensionistici.

La pace contributiva può essere richiesta per recuperare i “vuoti contributivi” tra l’1 gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023, fino a un massimo di cinque anni e non per forza consecutivi. La misura, che può essere inoltre associata al riscatto della laurea, permette di aumentare dunque l’importo del trattamento previdenziale, oppure di anticipare il pensionamento: il riscatto può far ritirare dal lavoro il richiedente fino a un massimo 5 anni rispetto ai 42 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne) e rispetto ai 20 della vecchiaia (qui abbiamo spiegato perché il sistema pensioni è a rischio collasso).

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Animali domestici, scatta il bonus

La misura, che per anni è stata richiesta per cercare di aiutare tutti i proprietari di animali d’affezione che devono affrontare spese importanti per mantenere in salute il proprio amico a quattro zampe, è infatti stata inserita dal governo nella legge di Bilancio appena approvata ed ufficialmente uscita in Gazzetta Ufficiale.

Parlando di bonus animali domestici, o per meglio dire bonus Animali d’affezione, si fa riferimento a un fondo del ministero della Salute volto a “sostenere i proprietari di animali d’affezione nel pagamento di visite veterinarie e operazioni chirurgiche veterinarie nonché nell’acquisto di farmaci veterinari”.

Per finanziare questo fondo, il governo ha disposto degli stanziamenti per un totale di 750mila euro in tre anni (dal 2024 al 2026). Le risorse sono ripartite in 250mila euro per il 2024, 250mila euro per il 2025 e ulteriori 250mila euro per il 2026.

A rientrare nel bonus sono i cosiddetti animali d’affezione. Ma quali sono?

Per animali d’affezione, o da compagnia, si intendono quegli animali “tenuti, o destinati a essere tenuti, dall’uomo per compagnia o affezione senza fini produttivi o alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione e impiegati nella pubblicità”.

Il riconoscimento di animali d’affezione o da compagnia viene dato dal Dpcm del 28 febbraio 2003 e ci rientrano cani, gatti, roditori, conigli, furetti e uccelli.

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Pensioni di reversibilità, tutte le novità

Chi ha redditi propri ha diritto a una pensione di reversibilità decurtata. Anzi, no: l’anno scorso una sentenza della Corte Costituzionale ha costretto il sistema pensionistico a una mini-riforma. Oggi, con notevole ritardo, l’Inps provvedere a porre rimedio.

Fino a non molto tempo fa, la normativa pensionistica imponeva una sforbiciata alla pensione di reversibilità di chi continuasse a incassare redditi propri. Secondo la ratio della legge, la pensione di reversibilità veniva progressivamente ridotta al crescere del proprio reddito.

L’Inps procederà dunque a rimborsare chi abbia ricevuto una pensione di reversibilità a importi ridotti negli ultimi 5 anni.

L’Istituto previdenziale invierà agli aventi diritto un conguaglio con i mancati importi per gli anni dal 2019 al 2023. Dal 2024, invece, i conti verranno fatti secondo i criteri indicati dai supremi giudici.

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Come richiedere l’assegno di inclusione

Come si legge sul portale dell’Inps, l’Assegno di inclusione è una misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale condizionata al possesso di alcuni requisiti. L’Adi è riconosciuto ai nuclei familiari con un Isee non superiore a 9.360 euro e che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni: disabilità; minorenne; con almeno 60 anni di età; in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.

Il beneficio economico dell’Assegno di inclusione è erogato a integrazione del reddito familiare. Il bonus è composto da due quote. la prima serve a integrare il reddito fino alla soglia di 6.000 euro, che vengono aumentati fino a 7.560 euro annui se il nucleo è interamente composto da persone over 67, oppure da almeno un componente over 67 più altri familiari tutti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza la cui condizione viene verificata sulla base delle informazioni Isee dagli archivi dell’Inps e da altre dichiarazioni a corredo della domanda.

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Acquisto auto, in arrivo i nuovi incentivi

Entro febbraio, è atteso il via libera e l’effettiva attuazione del decreto riguardante i recenti incentivi per l’acquisto di veicoli. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy suggerisce di stanziare complessivamente 930 milioni di euro per gli incentivi, che potrebbero raggiungere fino a 13.750 euro per ogni individuo, con l’obiettivo di rinnovare il parco auto italiano, tra i più anziani in Europa in termini di anni accumulati.

Il funzionamento del nuovo ecobonus sarà caratterizzato da diverse componenti. Innanzitutto, è confermato che saranno previsti importi maggiorati per coloro che rientrano in fasce di reddito medio-basso, con un bonus aggiuntivo del 25% per coloro con un Isee inferiore ai 30mila euro. Inoltre, si sta valutando l’opzione di incentivare specificamente l’acquisto di veicoli italiani.

D’altra parte, gli incentivi varieranno in base alla classe dell’auto che viene rottamata, con l’esclusione di quelle considerate più inquinanti. Ciò significa che il contributo finanziario potrebbe aumentare o diminuire a seconda del tipo di veicolo sostituito, incoraggiando in tal modo il passaggio a modelli più ecologici e sostenibili.

All’interno del provvedimento, è prevista l’implementazione del raddoppio del contributo per i taxi che hanno ottenuto successo nel concorso straordinario per l’ottenimento, a titolo oneroso, di nuove licenze, così come per i soggetti autorizzati a esercitare il servizio di noleggio con conducente. Tale aumento del bonus sarà esteso anche ai precedenti detentori di licenze taxi o agli operatori autorizzati per il servizio NCC che opteranno per la sostituzione del proprio veicolo di servizio, in ottemperanza a quanto stabilito dal Decreto Legislativo Asset.

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